E’ il momento di decidere. DICO SI, DICO NO, MATRIMONIO RELIGIOSO, CIVILE, IN ABITO BIANCO, COLORATO....Non è facile prendere una decisione.

Anni fa qualcuno si trovò nel drammatico dilemma: è scoppiata la rivoluzione e non ho niente di carino da mettere; vogliamo evitarvi questo disagio. Cercheremo perciò di mettere un po’ d’ordine. Sia che diciate "Si" di fronte ad un sacerdote o ad un sindaco quel giorno sarà sempre considerato il "giorno più bello". Ma il vostro impegno non si esaurisce solo in un giorno perché i preparativi iniziano molto tempo prima, la lista degli invitati, le partecipazioni di nozze, il luogo del ricevimento sia che scegliate un ristorante con sala banchetti, una tra le tante ville per matrimonio o una location con catering. E non siete che all’inizio perché seguirà la scelta degli anelli nuziali, dei fiori, del bouquet, dell’autonoleggio per la macchina d'epoca, del fotografo per matrimoni, della musica e così via fino alla scelta, sicuramente la più emozionante: l’ABITO DA SPOSA. Tutte queste domande dovranno trovare una risposta. Anzi la risposta. Nella speranza di aiutarvi abbiamo selezionato le voci più importanti. Cliccando sul bottone che vi interessa troverete la soluzione…... Auguri.









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Gli aforismi non sono la saggezza dei popoli, ma …
…. alcuni fanno pensare:
“se la compagnia di una donna fosse una cosa buona, perché il buon Dio avrebbe rinunciato al matrimonio?”
Alcuni affermano delle false verità:
“un uomo e una donna sono le persone meno adatte a sposarsi.”
Alcuni ci ricordano cinicamente delle mezze verità:
”molti uomini debbono il loro successo alla prima moglie e, la loro seconda moglie al loro successo.”
Alcuni ci travolgono come macigni:
“tutte le donne/gli uomini aspettano l'uomo/la donna della loro vita, nel frattempo, si sposano.”
Alcuni suggeriscono stili di vita da seguire:
“il matrimonio deve combattere un mostro che divora tutto: l'abitudine.”
Altri ci danno consigli da non seguire, ma………
…“il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza...
... lei ci va il martedì e io il venerdì.”
Una cosa è certa, nella maggior parte degli aforismi la vittima è l’uomo succube di una donna di volta in volta fredda, calcolatrice, sempre pronta a nascondere intenzioni o comportamenti.
In tutti casi non c’è scampo. Le donne/gli uomini, visto che non puoi evitarli, sposali:
“chi si sposa, almeno, sa chi è il suo avversario.”
Su tutto però prevale la saggezza di mia nonna: “soli non si sta bene nemmeno in paradiso.”
Quello che comunque mi fa pensare è che gli omosessuali, prima ancora di ottenere la piena accettazione dalla società, si siano preoccupati di chiedere il riconoscimento del loro matrimonio.
Se conoscete qualche aforisma inviatelo; lo pubblicheremo con la scritta : suggerito da, e il vostro nome.
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IL MATRIMONIO NELL'ANTICA ROMA

Il rito del matrimonio é uno tra gli avvenimenti principali della vita familiare nell'antica Roma ma si celebra in casa perché fa parte dei “sacra privata”. Si celebra sull’altare eretto nell’atrium, che è il grande cortile centrale della domus.
E’ il pater famiglia, il padre della sposa, il ministro del culto che celebra il rito del matrimonio, al suo fianco presiede il sacerdote nella qualità di maestro di cerimonia. Tiene in mano come segno distintivo il lituus, un bastone ricurvo.
Arriva lo sposo, accompagnato dai parenti, i parenti della sposa e dagli amici.
Finalmente arriva la sposa.
E’ vestita con una tunica semplice, chiara, senza orli, fermata da una cintura a doppio nodo; sulla tunica porta un mantello color zafferano e ai piedi i sandali della stessa tinta.
Sul capo ha un velo color arancio fiammeggiante, il flammeum, e su di esso porta una coroncina intrecciata di fiori: il colore di quel velo e la forma circolare della corona hanno una funzione protettiva e beneaugurante.
Accanto alla sposa c’è la pronuba: è la matrona che la assiste durante la cerimonia e la accompagnerà alla nuova casa; personifica Giunone Pronuba, la dea che protegge le spose.
La sposa carezza per l’ultima volta gli ogetti della sua infanzia esposti all’altare dei Lari mentre la pronuba la invita a dimenticare il tempo passato e a guardare verso il futuro.
Si portano sull’altare le offerte agli dei: incenso, frutta, vino, miele, latte, e cestini di piccole focacce di farro; queste rinnovano la tradizione della forma più solenne del matrimonio, la confarreatio, con l’offerta del pane di farro a Giove.
I testimoni sottoscrivono le ”tabuale nuptiales”, cioè il contratto di matrimonio. Ora è il momento di chiedere la benevolenza degli dei.
L'auspex in un religioso silenzio annunzia il favore degli dei e gli sposi pronunciano una formula che nella concisione romana esprime meglio di mille parole lo spirito della unione matrimoniale: “Ubi tu gaius, ego Gaia”. Il contratto nuziale è stato consegnato allo sposo, che lo mette nella mano sinistra. Ora la pronuba congiunge le mani destre dello sposo e della sposa: è la “dextrarum junctio”, la congiunzione delle destre, in segno di eterna fedeltà. Il matrimonio, sintetizzato nel diritto romano nella formula "ubi tu Gaius ego Gaia", è celebrato.
Ora si può augurare felicità agli sposi:
FELICITER, FELICITER.